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“Bar Colonia” – Marzabotto (BO)

Vacca boia!! Il post del capodanno!
Va mo là.

[Di Pia. Grazie mille per il contributo.]

Corre l’anno 2003 a Marzabotto. Alcuni giovani ragazzi del posto descrivono la “per loro” tristezza di paese in un video amatoriale. Così: 1 cartiera, 4 banche e 5 bar. I bar li passano uno ad uno con la cinepresa. Li hanno già passati tutti di persona nei loro pomeriggi fancazzisti. Qualcuno per un periodo ha frequentato il Mordillo poi si è spostato al Cral, qualcun’altro va in quello all’angolo, di fronte al comune, quello che cambia gestione ad ogni cambio di umidità… ma insomma, alla fine poi, l’unico punto di ritrovo fisso, da cui più o meno tutti fanno una passata, che sta aperto anche di sera e resta un po’ fuori dalla vita di paese, è il Bar numero 5, il Bar della Colonia. Quello del centro sportivo dai, con i campi da tennis e da basket all’epoca in rovina e i giochi per bambini decisamente decrepiti… insomma, fatiscenza allo stato puro. Veranda esterna con luci verdi al neon, biliardo, giochi elettronici, sedie e tavolini, da starci in ogni stagione, anche se d’inverno fa un po’ freddo e la sensazione di malessere e degrado avanza con decisione. Ma lì almeno nessuno ti rompe. C’è Banana, lo storico barista, poco integrato col resto del paese, che non lega bene coi pischelli sotto i 20, ma che ha un enorme pregio per loro: non vede non sente non parla. E ultimamente si è fidanzato, questa volta sembra seriamente, con una bionda-prosperosa-spilungona-tedesca che messa dietro al bancone fa la sua figura. Nonostante questa novità, i pomeriggi invernali, già bui alle quattro, dentro alla veranda umida del bar, non sono mica facili da aggredire… la tristezza si annoia attorno al tavolino aspettando la nuova primavera. Quest’anno però c’è una grossa novità: il Comune ha deciso di investire qualche soldo per i suoi giovani, sì, per organizzare una festa a loro misura, che si terrà proprio al bar della Colonia. Pare che il letargo dei sensi quest’anno non solo finirà ma esploderà nel suo contrario. Un evento, capite?! C’è un evento in paese. Un evento per noi che costruiamo noi! E allora l’aspettativa cresce, il fermento sale e partono i preparativi. Per l’occasione Banana preparerà pasta fredda per tutti, attorno ci sarà uno skatepark fai-da-te, un torneo di calcio saponato, pittura murale con bombolette spray, musica dal vivo in serata. Bene. I ragazzi sono carichi. Il paese è mobilitato. L’adrenalina sale. Manca poco… Due giorni alla data fatidica. Resta solo da organizzare come trasportare e dove posizionare i pannelli da dipingere. Devono deciderlo Banana e la bibliotecaria, incaricata dal Comune. Lei è un personaggio storico del paese. Simpatica, solare, un po’ svampita ma disponibile, conosce tutti e tutti conoscono lei. Quasi incredibile che non conosca lui, almeno non di persona, solo di vista o di fama. E’ un appuntamento importante quindi, di quelli che potrebbero segnare una svolta, un’occasione per fare incontrare il centro del paese con la periferia, per rivalutare e spolverare un Bar che -nonostante tutto- funge da unico punto di ritrovo e socialità per i giovani marzabottesi. Eccoci dunque. Ore 11:00. Bar della Colonia. Parte l’overture. Sorriso nei due volti che si avvicinano. Le braccia si tendono e le mani si stringono. “Ciao”. “Cinzia”. “Banana”. “Noi non ci conosciamo mica”. “Eh no, infatti, solo per nome”. Pausa. “Che poi mi son sempre chiesta: ma perchè ti chiamano Banana?”. “Ehmm….”. Silenzio………… “Aaaah! Perchè avevi il ciuffo?!” “Ehmm….” ancora silenzio………….. “aaaah! Scusa. Che scema!”. La festa poi è stata una vera opera d’arte.

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