Site menu:

Site search

Categorie

Archivi

Tag

Iscriviti al blog tramite e-mail

Hey tu, sei un feticista di Stimu:lable?
Hai in cameretta un poster di MC a torso nudo?
La tua vita è più grigia delle nostre?
L'alitosi ti ha reso solitario?
Ma allora inserisci senza indugio il tuo indirizzo e-mail qui sotto e iscriviti a Stimu:lable per ricevere via e-mail le notifiche dei nuovi post e...ai primi 10 iscritti, un originale ciuffo di barba di MC!!

Clap your hands say yeah – Hysterical

Ottobre, è tempo di reunion.

In questo caso mi son tremate un po’ le ginocchia.

Li aspettavo, ma non si sentiva dire più nulla. Solo un disco osceno di Alec Ounsworth come solista un paio di anni fa.

Insomma, gli ingredienti per la reunion c’erano tutti, un frontman che da solo dimostra di non poter andare lontano, un secondo album di gruppo distante quasi cinque anni che era sembrato a critica e pubblico davvero modesto, l’odore del fallimento su più fronti…ma niente, di reunion non se ne parlava.

Certo a loro ho pensato parecchio in questi anni. Con le loro canzoni sghembe avevano accompagnato tutta una serie di cambiamenti nella mia vita, da sghembi che erano, lo avevano comunque fatto con garbo. Mi mancavano!

Ho sempre pensato che se l’avessero saputo prima l’effetto che avrebbe fatto un disco d’esordio come il loro su un popolo di nascenti hipsters degli anni 2000, beh, forse avrebbero cambiato qualcosa. Si perchè è normale che se tu fai un album talmente potente e straordinario come il loro esordio omonimo, dopo diventa tutto davvero difficile.

Allora ecco che anche io approccio questo nuovo Hysterical con rispetto, desiderio e soprattutto una gran paura.

No, niente paura. Se è vero, come detto, che gli elementi del fallimento c’erano tutti, e che il rischio di reunion-pro-soldini era ancora più elevato, è anche vero che a fine ascolto i CYHSY mi stanno in realtà ancora più simpatici.

Nel disco si percepisce a mio parere una certa umiltà. Non certo perchè il disco suoni modesto, tutt’altro, ma sembra che gli ex-giovani newyorkesi si siano messi al lavoro con l’umiltà di chi è disposto a chiedere scusa e promette di mettere impegno da qui in avanti. Sono i primi a saperlo che un disco come quello d’esordio non gli riuscirà probabilmente mai più, ma questo Hysterical sa tanto di: “Scusate, in 10 anni ci è girata un po’ la testa..ma abbiamo capito che vogliamo suonare davvero”.

Hysterical è disco pieno di cose. Non è la ricerca di un clone. Ci sono idee nuove (“The witness’s dull surprise“), tentativi di singolone (“Same mistake“), ottime ballate (“Into your alien arms“; “Siesta“) e ritorni alle sgamberie degli esordi (“Maniac“).

In questo Hysterical la voce è sempre inconfondibile, le chitarre molto più riverberate e la batteria molto più presente.

Lo ascolto più volte, per sicurezza, è decisamente un buon disco. E se sarà vero che CYHSY sembrano chiederci scusa promettendo di rimettersi in carreggiata, a me, spunterà un sorriso più grande di quello che già è spuntato al termine dell’ascolto di questo Hysterical.

Stay tuned

Daffy

Write a comment