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Welcome back sailors – Yes/Sun

Sono di ritorno da un HandMade 2011 che non mi ha trovato così pieno di energie per poterlo apprezzare con il morale-alto. Tanto che sono andato via molto prima della fine. Ma i “ragazzi” hanno comunque fatto il solito grande lavoro per rasserenare i tanti hipsters presenti.

Tu guardala come vuoi, che c’è tutto tranne che dell’autocelebrazione se ti dico che la parola che mi son sentito dire più spesso negli ultimi anni, quelli della caduta nell’anonimato della vita di chi si discosta dalla normalità, è: “intelligente”.

Potrebbe essere una bella cosa, se non fosse che vien sempre pronunciata in occasioni pseduodrammatiche, alla fine di un amore o comunque sempre proferita con quell’accezione negativa di chi in realtà vuole dirti: “Ma guarda cosa cazzo sei diventato…avevi talento, ora sei lo sposo della mediocrità”.

LORO del talento ne hanno. Da vendere.

Loro erano all’HandMade, giocavano in casa, e io non li avevo ancora visti live.

Hanno lasciato un segno, su tutti noi. Che dal vivo il duo reggiano rende meglio che su disco. E dal vivo, se ci hai speso una vita e un patrimonio a veder concerti lo-fi, lo capisci subito se chi hai davanti ha “quel qualcosa in più”, quel “qualcosa” che lo rende più credibile. Loro questo “qualcosa”, ce l’hanno.

Ora, per il dolcissimo collettivo We Were Never Being Boring, fanno uscire un 12″ con 3 inediti e 7 tracce già apparse sui precedenti singoli ed EP (tutti scaricabili gratuitamente QUI). Si chiama “Yes/Sun“.

Lo metti sul piatto e di colpo ti ritrovi alle Baleari.

No no, aspetta…non è mica un luogo comune quello delle Baleari, loro fanno del buon dream pop, onirico ed etereo quanto basta, ma con una “accezione positivista”.

Gli Welcome back sailors, già ben presenti sui blog americani, semplicemente hanno trovato l’uovo di Colombo. Fanno dream pop, ma ti lasciano addosso quella sensazione di serenità che si prova stando all’ombra di una palma con un drink fruttato tra le mani. Che ai loro brani ci spruzzano sopra un pizzico di Chill out. Sono l’anello mancante tra Cocteau twins e Montefiori Cocktail. Insomma, dei Combustible Edison più romantici e genuini. Tutto condito con dei meravigliosi Synth da dance anni ’80

Soprattutto, forse, sono quello che mancava a me per entrare in una primavera che sembra ancora non colorarsi.

Yes/Sun è un oggetto prezioso, per far bella figura con gli amici. Lo metti sul piatto, lo fai girare e insieme alle note arriverà anche quel divertito brusio di fondo tipico delle spiagge della Riviera al tramonto.

Stay tuned.

Daffy

Comments

Comment from elisatron
Time 04/05/2011 at 00:24

ascoltàti così, senza cuffie e un po’ al volo, (eh, ora che c’ho le ali, sai…) mi sembrano un sacco i verdena. grazie a te ho scoperto il dream pop, grazie ai wallflower party di cui son fan…
che dire, me li ascolterò meglio con calma, o daffytron
più lovetron e meno “cordialità”
hi hi hi hi hi

Comment from Daffy
Time 04/05/2011 at 00:30

A- Scrivi Wallflowers senza la “s” finale…c’è chi si è strappato i capelli per molto meno.
B- I Verdena?!?…Nuooooooooo..proprio no, dai..per niente!
C- Hai scritto “Cordialità”

Ergo, la tua è “rappresaglia” bella e buona!

😀

Comment from elisatron
Time 04/05/2011 at 09:36

nooooo, è un refuso la s persa lunga la strada, l’ho persa in volo, mi è caduta dalle zampine, ma non è un errore. lo so benissimo che c’è quella esse… ma ora mi pongo un nuovo dubbio: prima pensavo che fossero una festa di fiori sul muro, ora però comprendo che invece il wallflower è una violacciocca. ma to be a wallflower è “fare tappezzeria”… quindi, è musica da tappezzeria? o per gente che fa tappezzeria? io adoro fare tappezzeria!
no, no, no, anche qui, no, niente rappresaglie, forse è il modo di comunicare un po’ molesto delle zanzare-tigri he he he
ma io sempre tua superfan from lovetron

Comment from Daffy
Time 04/05/2011 at 15:41

..Ti svelerò un segreto segretissssssimo…
“Wallflowers”, per dirla in breve, son coloro che, alla “festa delle medie”, stanno sì in disparte, ma quando parte il lento d’ordinanza si ritraggono ancor di più e colpiti dalla timidezza si spalmano sui muri..diventano così: fiori sul muro, carta da parati, tappezzeria. Con la “Z” finale è molto usato in lingua cockney.
In breve, possiam tradurre il tutto in “Festa dei ciulamai”..o azzardando, “Partito dei ciulamai”.

Salutami gli abitanti di Lovetron..

Comment from elisatron
Time 04/05/2011 at 21:11

oh, ma allo io alle medie ero una wallflowerz! e pure al liceo! ah ah ah ah ah ma questo allora è proprio il mio album! i lovetroniani ti stanno studiando come caso nuovo da rapire! sei un eletto! :**

Comment from elisatron
Time 04/05/2011 at 21:21

ho perso un altro pezzo per strada, ancora, lo vedi? ecco qui, ra + la s di prima. ras, come ras del quartiere he he

Pingback from Stimu:lable » Nouvelle vague Vs. Momus
Time 22/05/2011 at 13:07

[…] paio di settimane che ho messo in loop il disco degli Welcome back sailors, di cui abbiamo parlato QUI, che la voglia di Baleari, di isole e di mare mi perseguita. Ma non solo, sento proprio crescere la […]

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