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Wallflowers party – Boxe

Con questo post inauguriamo la nostra “fake-label” di MiniMarket Art: l’arte è di tutti, l’arte è per tutti, e qui viene via a poco.

Fai qualcosa di creativo? Foto, disegni, video, musica, scritti? Vuoi provare a dargli un po’ di visibilità?

Chi siamo noi per dire di no?

Manda, e a meno che non ci faccia proprio cagare lo pubblichiamo nel nostro MiniMarket: non fa offerte speciali perché è tutto gratis, 24/7.

Dicevo, do il “la” alla label con il secondo disco di una delle tante personalità del socio, i “Wallflowers party“.

Wallflowers party è un progetto musicale pseudovirtuale, partito alcuni fa (e nessuno sembra ricordarsi con esattezza quando), che inizialmente vede coinvolti 3 musicisti provenienti dalle esperienze più disparate: dall’ElettroBeat al metal, passando per il cantautorato folk, che a distanza, si scambiano idee e materiale musicale su supporti informatici. Il tutto senza alcuna velleità artistica e professionale. Sino al 2006 autoproducono un paio di EP senza però farli girare nemmeno in rete ed ognuno continua il proprio percorso musicale separatamente. Nel frattempo vengono coinvolti altri musicisti, qualcuno regala un giro di chitarra, qualcuno un’idea ritmica, qualcuno un nuovo software audio. Questo sino al 2007, anno in cui, a nome Wallflowers party, esce “Red lights“, l’esordio sulla lunga distanza. Pubblicato su NetLabel, ma ritirato subito dopo perchè il gruppo, visti i differenti impegni dei componenti, non ha possibilità (ma forse nemmeno le capacità!..) di suonare dal vivo.

Ora a distanza di anni, il “socio”, rimasto unico componente, decide, mantenendo il nome Wallflowers party, di uscire con un nuovo lavoro in licenza creative commons, dal titolo: “Boxe“.

Dentro ci trovi un po’ di riff inediti rielaborati e un po’ di brani completamente nuovi.

L’album mantiene i crismi degli esordi: produzioni digitali, testi incomprensibili che spaziano dall’inglese sgrammaticato alla glossolalia vera e propria. Ma cambia, in meglio, l’attitudine alla “forma canzone”. Abbandonate le pesanti atmosfere dark degli esordi, l’uso esasperato di archi, di gorgheggi vocali e di tastiere 80’s, in “Boxe” trovano molto più spazio chitarre, pianoforti, bassi elettrici e sintetizzatori, tutti farciti fino all’inverosimile da effetti sghembi e rarefatti. Tanto da farmi etichettare “Boxe” più come un’opera shoegaze, di sicuro molto citazionista di un certo dream pop anni ’80 facile ma di atmosfera, ma al tempo stesso più suonato e diretto.

Poi ovvio, Wallflowers party non inventa nulla, che se si decide di fare del dream pop, è fin troppo facile cadere nel citazionismo. Più bello immaginare che alcuni componenti di Cure, Slowdive, My bloody Valentine, Cocteau twins e Jesus and Mary Chain si siano ritrovati per sbaglio nella stessa stanza e abbiano dato il “la” ad una registrazione “rurale” ma spontanea.

Il post passa e cede il passo ad altro, la pagina resta. La trovi QUI, nel MiniMarket.

MC

Comments

Comment from elisatron
Time 19/04/2011 at 00:22

ascolto estasiata cold… penso a cocorosie oltre che cocteau twins. per ora nn aggiungo altro. è meraviglioso

Comment from Daffy
Time 23/04/2011 at 21:37

Soccia che citazione!!!
Noi WP siamo commossi
😀

..Chissà perchè parlo col plurale majestatis?…

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