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Il web e i tuoi “nascosti vizi peccaminosi” a prezzi irrisori. Abbocca, sciocco!

Noi forniamo stimoli.

Questo vorremmo fare.

Per ampliare la gamma di stimoli da offrirti, io che son curioso, studio!

Noto che i quasi omonimi di “Stimolatori.com“, si definiscono i più grandi venditori di articoli per il sesso in Italia..wow! Niente di trascendentale però..e il sito ha una grafica stimolante quanto un piatto pieno di bucce di mela sbucciate la settimana scorsa..mi è nato questo paragone perchè ho in casa un piatto pieno di bucce di mela che mi guarda, triste e curioso di capire come va il mondo, già da qualche giorno…”Stimolatori”, è un normalissimo, ma davvero freddo sexy-shop che vende “stimoli” non poi così curiosi…oddio, a parte forse quel singolare “GraffettaTope” nella foto qua sopra…

Scopro dal posizionamento su google che i prodotti “stimolanti” che vanno per la maggiore sono senza ombra di dubbio gli “stimolatori vagina-clitoridei” e gli “allungatori di pene”…e se è così..ben venga. La situazione può sembrare “bi-partisan”!

In realtà mi addentro a link su link di stimolatori, stimolati, stimolanti ecc…uno dopo l’altro. Quasi esclusivamente sexy-shop davvero di dubbio gusto ma con grafiche che in qualche modo ricordano atmosfere a cui associare parole come “dark”, “lascivia”, “lussuria”, “dark room”, “morboso”, “nascosto”, “vizio”, ecc…

In particolare tutte le atmosfere che si respirano in questi siti, mi riportano a quell’età fanciullesca in cui, volente o nolente, “la morale” ha già sepolto “l’etica”. Si respira l’aria della parola “Peccare”. Un verbo che per una nutrita parte di popolazione mondiale disposta al ragionamento, non ha nessun senso. Voglio dire, spiegare a un bimbo a digiuno di nozioni religiose il significato della parola “Peccare”..diventa assolutamente impossibile. Ora, essendo nato e vissuto in Italia, posso farti immaginare quale “tipo” di morale, io come altre 60 milioni di persone, si sia fatta breccia in me, facendosi beffa di quel foglio bianco, ma desideroso di colorarsi, che è l’etica di cui sono dotati i bambini, tutti i bambini.

Poi, ovvio, non è questo il posto ne per far della politica, ne per far della filosofia.. e te lo vorrei lasciare solo come sottofondo il mio essere anti-clero.

Continuo con le mie curiose ricerche..e scopro di un certo fermento attorno ai “sexy-shop femminili“.

Ce ne è per tutti i gusti. Anche qui le frasi ad effetto si sprecano: “Gli uomini preferiscono la carne!”…”I migliori accessori da tavola fallici per il tuo viziato addio al nubilato”…”Metti i vizi femminili al centro della tua vita!”…”I più simpatici bouquet da sposa con cazzetti!”…”Il primo pin-up store d’Italia”…”Stivali gotici femminili”…e la parola “Burlesque” come se piovesse.

Sono quasi tutti negozi-online però! Impressione mia: dietro a frasi del genere non possono che nascondersi imprenditori del “Peccato e del vizio inconfessabile”…repressi e soprattutto MASCHI.

Sbaglierò? Può darsi.

Nella mia ingenuità giorni fa mi trovavo a discutere di quanto, con l’avvento ed il proliferare di internet, il porno visto come “IndustriaDelPorno” sia destinato a perdere di interesse e di valore. Ho ragionato sul fatto che probabilmente tutta quella parte di persone che guadagna economicamente sul fatto che il porno sia ancora visto come “peccato”, “vizio”, “desiderio inconfessabile”, “prurito oscuro” e via dicendo, sia destinata a perdere! Questo a causa di un certo “sdoganamento”…un po’ come succede per la musica pop o in maniera minore per l’arte in generale. Credevo che anche il porno potesse molto lentamente rientrare in quel concetto di “SuperMarket Art” di cui spesso abbiamo parlato in queste pagine. Questo farebbe sì che tutto il male del porno, ovvero il fallocratico sfruttamento della carne, andrebbe piano piano a scomparire.

In realtà queste brevi ricerche mi hanno fatto ricredere non poco.

Anche se, come ovvio…non sono femminista. Amo il porno. Lo voglio pensare come arte libera.

Poi ci sono LORO, che partono da concetti ben più alti di quelli espressi qui, ma che anni fa da un piccolo spazio all’interno di un centro sociale bolognese, trovano il coraggio di unirsi ad una cooperativa e di aprire un bello spazio commerciale al centro di Bologna. Il Betty-books.

Questo io lo trovo stimolante.

Tutto il resto dell’articolo…no!

Daffy

 

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