Site menu:

Site search

Categorie

Archivi

Tag

Iscriviti al blog tramite e-mail

Hey tu, sei un feticista di Stimu:lable?
Hai in cameretta un poster di MC a torso nudo?
La tua vita è più grigia delle nostre?
L'alitosi ti ha reso solitario?
Ma allora inserisci senza indugio il tuo indirizzo e-mail qui sotto e iscriviti a Stimu:lable per ricevere via e-mail le notifiche dei nuovi post e...ai primi 10 iscritti, un originale ciuffo di barba di MC!!

The Morning benders – Big echo

Prima che finisca l’anno, in extremis, mi viene da postare uno “stimolo musicale”.

Mi viene da parlare di questi Morning benders. Il loro secondo album (Big Echo) è uscito già alla fine dell’estate, ma in questo caso non mi sento affatto in ritardo.

I quattro amici di Berkeley hanno talento da vendere, ma tutto sommato Big echo non lo inserirei certo nei dischi più importanti della storia. Non credo sia nemmeno la novità più sconvolgente dell’anno. Ci tengo però a parlare di questo disco a distanza di mesi perchè il bello di questi quattro ragazzotti è che sono riusciti a dar luce ad uno dei pochi dischi assolutamente pop, in grado di rimanere nel tempo.

Hanno il pregio di esser bravi e di essere diversi dagli altri pur non indovinando nemmeno una hit.

Big echo però è uno dei dischi che più ha girato nel mio lettore per questi mesi…ed ogni volta mi ha regalato una emozione nuova, ogni volta vi ho trovato un qualcosa di nuovo, qualcosa che mi era sfuggito all’ascolto precedente.

Non è roba da poco.

Ho passato mesi a provar di catalogare il loro suono, da vecchio critico col difetto insito nel DNA di dover per forza etichettare le bands quale sono, ho provato accostamenti di cui poi mi sono vergognato.

Passano mesi e I Morning benders mi stupiscono.

Passano da queste sonorità anni ’60 di certo pop-vocale leggero e raffinato, a pezzi più complessi e malinconicamente cupi come le meravigliose e psichedeliche “Pleasure sighs” e “Mason jar”, tutto con la spavalderia di chi sta nel mondo “indie” con l’arroganza di saper anche comporre.

Ecco un disco che mi sento di consigliare a chiunque, perchè perfettamente e positivamente qualunquista.

Ha dentro la spensieratezza del pop, la capacità di comporre melodie mai banali e l’eleganza di una produzione Rough trade che può accompagnare anche le orecchie più snob e delicate.

Semplicemente bravi, “Big echo” è semplicemente bello.

Write a comment